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Sono sempre io …

 
 

 

La morte non è niente …..

Sono solamente passato dall’altra parte:

è come fossi nascosto nella stanza accanto …..

Io sono sempre io e tu sempre tu …..

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora …..

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,

che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso

che hai sempre usato …..

Non cambiare tono di voce,

non assumere un’aria solenne o triste …..

Continua a ridere, di quello che ci faceva ridere,

di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme …..

Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:

pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza …..

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:

è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza …..

Perchè dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,

solo perchè sono fuori dalla tua vista?

Non sono lontano, sono dall’altra parte,

proprio dietro l’angolo …..

Rassicurati, va tutto bene …..

Ritroverai il mio cuore, nè ritroverai la tenerezza purificata …..

Asciuga le tue lacrime e non piangere,

se mi ami il tuo sorriso è la mia pace …..

 

 

 

 

 

 

 SE PENSI SPESSO A QUELLA PERSONA CARA CHE NON CE’ PIU’,LEGGI QUESTA: E TORNERAI A PARLARGLI …..

 

Si tratta di una poesia/preghiera diventata molto popolare in questi ultimi anni la quale si sente spesso recitare in conclusione di alcuni funerali. Sono parole piene di amore e di speranza, tese a non interrompere il flusso di affetti che lega i vivi al defunto. E’ significativo che, quasi per sostenere questa continuità di affetti, in questa preghiera, sia l’estinto stesso a rivolgersi ai suoi cari.

Ancora oggi non si hanno certezze sull’origine di queste parole stupende, la preghiera sembra attribuita in primis a Sant’Agostino (354-430), eppure l’attribuzione non convince, soprattutto perchè  pensieri così moderni e quasi new age (non è un complimento) possono essere attribuiti all’autore delle confessioni, vissuto in un periodo così lontano.

Altre fonti autorevoli attribuiscono invece la poesia al canonico anglicano Henry Scott Holland, basandosi sull’unica cosa certa che la preghiera fa parte di un sermone pronunciato dopo la morte del re Edoardo VII (1910).

Chiunque abbia scritto queste parole non ha molta importanza, la cosa certa è che ha lasciato in eredità al mondo un amore “immortale” …..

 

2 pensieri riguardo “Sono sempre io …

    1. Ciao Silviotta grazie … ho stressato un pò Robby l’ho lasciata proprio ora così può stirare tranquilla e io me ne vado di corsa, si fa per dire, a nanna che stasera non mi si muove più niente orcaccia la miseria ladra!!! Un bacione grosso e una bellissima giornata per domani!!

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